Food cost · 8 min

Food cost: cos'e, formula ed esempio per calcolarlo davvero

Il food cost e' uno degli indicatori piu importanti nella gestione di un ristorante, perche collega il costo delle materie prime al prezzo di vendita e quindi alla redditivita del menu. Calcolarlo bene significa prendere decisioni sui prezzi con dati reali, non a sensazione.

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Scrivania di ristorante con laptop, fatture e calcolo del food cost

In breve

  • Il food cost percentuale misura il peso delle materie prime sul prezzo di vendita.
  • Il food cost preventivo serve a costruire prezzi e menu prima della vendita.
  • Il food cost consuntivo aiuta a verificare consumi, sprechi e acquisti nel periodo.
  • Il dato diventa utile solo se viene collegato a margini, costi fissi e rincari dei fornitori.

Food cost: cos'e e perche conta

Il food cost indica quanto pesano gli ingredienti e i prodotti acquistati rispetto al ricavo generato dalla vendita dei piatti. In pratica risponde a una domanda semplice: quanto mi costa servire questa porzione rispetto a quanto la vendo?

Per un ristorante e' un dato centrale per scegliere quali piatti tenere in menu, a quale prezzo venderli e quali ricette stanno erodendo il margine. Un piatto molto venduto, ma con food cost troppo alto, puo sembrare un successo e invece ridurre la redditivita del locale.

Il controllo del food cost serve anche a intercettare sprechi, porzioni non standardizzate e rincari dei fornitori. Se le grammature cambiano o il prezzo di acquisto sale, il margine cambia subito.

Food cost attivo e food cost passivo

Il food cost attivo, o preventivo, si calcola prima della vendita. Parte dalla ricetta analitica: ingredienti, grammature, costo unitario, eventuali scarti e prezzo di vendita previsto. E' quello piu utile per costruire un menu sostenibile.

Il food cost passivo, o consuntivo, si calcola dopo un periodo di vendita, di solito mensile. Considera inventario iniziale, acquisti del periodo e inventario finale per capire quanto e' stato consumato complessivamente.

Il passivo e' utile per controllare magazzino e consumi, ma da solo non basta: arriva dopo la vendita e non dice con precisione quale singolo piatto sta funzionando e quale no. Per questo conviene usare entrambi: preventivo per decidere, consuntivo per verificare.

Formula food cost percentuale

La formula piu usata per il food cost di un piatto e': food cost % = costo materie prime del piatto / prezzo di vendita x 100.

Esempio: se un piatto viene venduto a 10 euro e le materie prime costano 3 euro, il food cost e' 3 / 10 x 100 = 30%. In molte attivita di ristorazione un valore intorno al 30-35% e' una soglia indicativa, ma non va trattata come regola assoluta.

La percentuale corretta dipende da format, servizio, personale, affitto, posizionamento, sprechi e rotazione. Un locale con costi fissi alti puo avere bisogno di margini piu larghi rispetto a un'attivita piu snella.

Esempio pratico: pasta all'arrabbiata

Immagina una porzione di pasta all'arrabbiata con questi costi: pasta 0,20 euro, pomodoro 0,30 euro, aglio 0,05 euro, peperoncino 0,05 euro, olio 0,10 euro, prezzemolo 0,05 euro e sale 0,02 euro. Il costo ingredienti totale e' 0,77 euro.

Se il prezzo di vendita e' 7 euro, il food cost percentuale e' 0,77 / 7 x 100 = 11%. Il dato sembra molto buono, ma va letto nel contesto: bisogna considerare anche personale, energia, affitto, scarti, coperto, servizio e tasse.

Per questo ha senso parlare di food cost classico quando guardiamo solo le materie prime, e di costo reale o full cost quando aggiungiamo anche l'incidenza degli altri costi aziendali.

Distinta base, scarti e full cost

La distinta base e' l'elenco strutturato di ingredienti, grammature, sotto-ricette, scarti e costi necessari per produrre un piatto. In cucina e' l'equivalente operativo della ricetta, ma con un obiettivo economico preciso.

Standardizzare la distinta base evita la gestione a occhio: se una frittura prevede una certa quantita di gamberi o calamari, quella quantita deve rimanere stabile per mantenere qualita e margine.

Il full cost amplia il ragionamento: oltre alle materie prime include una quota di costi fissi, costi variabili non food e personale. Non sostituisce il food cost percentuale, ma lo completa quando devi capire quanto un piatto contribuisce davvero al risultato del locale.

Come usare il food cost per decidere i prezzi

Un metodo pratico e' partire dal target food cost. Se vuoi mantenere un food cost del 30% e un piatto ha 3 euro di materie prime, il prezzo indicativo e' 3 / 0,30 = 10 euro.

Questo prezzo pero va validato con il mercato e con il tuo posizionamento. Il numero ti da una base razionale, non sostituisce la strategia commerciale.

Il calcolatore Datafalco segue questa logica: calcola il costo delle materie prime, stima la quota dei costi fissi per piatto e mostra un prezzo consigliato basato sul food cost target. E' una stima operativa, utile per ragionare meglio sui margini.

Domande frequenti

Qual e' una buona percentuale di food cost?

Per molti ristoranti un intervallo tra 25% e 35% e' un riferimento pratico, ma non e' una regola universale. Dipende da format, personale, affitto, servizio, sprechi e prezzo percepito dal cliente.

Meglio calcolare il food cost per piatto o per periodo?

Servono entrambi. Il calcolo per piatto aiuta a costruire il menu e i prezzi; il calcolo per periodo aiuta a controllare acquisti, consumi reali e scostamenti di magazzino.

Il food cost include il personale?

No, nella definizione classica include soprattutto le materie prime. Quando aggiungi personale, utenze, affitto e altri costi stai ragionando sul full cost o costo reale del piatto.

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